Fettunta, bruschette e Toscana

  • Autore: EMILIANO ROSSI
  • 16 ott, 2017
fettunta toscana con contorno di broccoli

Quando si parla di bruschetta, si fa riferimento a uno dei piatti che riescono meglio a coniugare semplicità nella preparazione e un’intensa quanto piacevole sollecitazione del palato. Un piccolo ma significativo esempio di come i sapori primordiali, se adeguatamente combinati tra loro, riescano a offrire un appagamento dei sensi non sempre riscontrabile in piatti più elaborati.

Ma il segreto della bruschetta non è solo nella sua semplicità. La grande duttilità di questo piatto è un altro dei suoi punti di forza. Una bruschetta, nelle sue tante ricette alternative, può rappresentare un valido aperitivo, un gustoso appetizer , un tutto pasto informale o un valido compendio per secondi (specialmente di carne) e contorni. Inoltre si adatta sia al consumo a tavola che a situazioni meno stanziali, come ad esempio un barbecue in giardino (configurazione, quest’ultima, dove probabilmente dà il meglio di sé) o un picnic (a patto, ovviamente, di provvedere all’assemblaggio in loco).

Il rapporto tra il pane e la Toscana

Le tradizioni gastronomiche toscane hanno sempre – o quantomeno molto spesso – posto i prodotti della panificazione come epicentro delle loro creazioni. Il pane "sciocco" (senza sale) tipico della regione, indispensabile per esaltare la sapidità dei salumi provenienti dalle medesime aree, rappresenta solo la prima (e più pura) manifestazione di una cultura alimentare che passa quasi obbligatoriamente attraverso il pane.

La pappa col pomodoro, la ribollita, la panzanella, l’acquacotta: tutte ricette in cui il pane (spesso raffermo, vecchio, avanzato, all’insegna dell’ingegno popolare che tendeva a massimizzare le poche risorse a disposizione) è assoluto protagonista, e che oggi, opportunamente rivisitate, campeggiano orgogliose nei menu dei ristoranti tipici. Come se la storia, a lungo andare, avesse deciso di offrire una forma di riscatto a una tradizione gastronomica a lungo rinnegata e talvolta tenuta nascosta, quasi fosse motivo di vergogna.

I segreti della fettunta

Conosciuta in Toscana anche con il nome di fettunta, la bruschetta è un’altra manifestazione dell’ingegno culinario di matrice popolare.
Lo scopo è sempre lo stesso: non buttare via nulla, in primis il pane.

Così il pane vecchio viene affettato e successivamente abbrustolito, preferibilmente su una griglia, altrimenti in padella. Una volta raggiunto un livello sufficiente di brunitura di superficie, sul pane viene strofinato energicamente uno spicchio d’aglio tagliato a metà, in modo tale che la mollica si impregni del suo sapore: questa è la variante toscana più significativa rispetto alla classica bruschetta napoletana. Dopodiché si cosparge la fetta di olio extravergine d’oliva – preferibilmente di prima spremitura – a crudo, per poi terminare con sale e pepe.

Il più ferreo rigore filologico imporrebbe di chiudere qui la ricetta. Ma la fantasia che un piatto come questo attiva impone di orchestrare una serie pressoché infinita di varianti sul tema. Quelle più tipiche in Toscana riguardano l’accostamento con altri alimenti della tradizione regionale, come salsicce, frattaglie, cavolo nero, cardi, cipolle di Certaldo e salame di Cinta.
Autore: EMILIANO ROSSI 06 nov, 2017

Alzi la mano chi, trovandosi a dover assaggiare il vino di fronte al cameriere, non si è mai sentito un po’ in imbarazzo a causa dell’inesperienza. Per fortuna in realtà basta davvero poco per imparare la tecnica giusta e iniziare poco a poco ad apprezzare le differenze di colore, profumo e sapore tra un vino e l’altro.

Scopriamo insieme tutti gli step necessari per assaggiare un vino come un vero intenditore.
Autore: EMILIANO ROSSI 16 ott, 2017

Quando si parla di bruschetta, si fa riferimento a uno dei piatti che riescono meglio a coniugare semplicità nella preparazione e un’intensa quanto piacevole sollecitazione del palato. Un piccolo ma significativo esempio di come i sapori primordiali, se adeguatamente combinati tra loro, riescano a offrire un appagamento dei sensi non sempre riscontrabile in piatti più elaborati.

Ma il segreto della bruschetta non è solo nella sua semplicità. La grande duttilità di questo piatto è un altro dei suoi punti di forza. Una bruschetta, nelle sue tante ricette alternative, può rappresentare un valido aperitivo, un gustoso appetizer , un tutto pasto informale o un valido compendio per secondi (specialmente di carne) e contorni. Inoltre si adatta sia al consumo a tavola che a situazioni meno stanziali, come ad esempio un barbecue in giardino (configurazione, quest’ultima, dove probabilmente dà il meglio di sé) o un picnic (a patto, ovviamente, di provvedere all’assemblaggio in loco).
Autore: EMILIANO ROSSI 16 ott, 2017

L’Italia è, insieme alla Francia, la patria d’elezione della biodiversità enologica, grazie all’ampia diffusione di vitigni autoctoni dalle caratteristiche più disparate, ma anche alla ricchezza del suo territorio e alla varietà delle tradizioni popolari attinenti alla vinificazione.

La Toscana è forse l’epitome massima di questo inarrestabile movimento, che fa della ricerca sul campo e della diversificazione produttiva due motivi d’orgoglio e di vanto.

I vini toscani, d’altronde, sono tra i più conosciuti e diffusi non solo in Italia, ma anche, e soprattutto, all’estero.

I dati di VinItaly, sotto questo punto di vista, non mentono: Chianti, Brunello e tutte le altre varianti del Sangiovese toscano risultano tra i vini italiani più esportati. Dagli Stati Uniti (uno dei mercati tradizionalmente più ricettivi) alla Cina (il nuovo grande competitor degli americani in termini di potere d’acquisto), passando per la Russia (altro paese che sta scoprendo poco a poco la ricchezza dei nostri prodotti enologici), la domanda si sta alzando vertiginosamente anno dopo anno.

E i nomi – e il gusto – dei vini toscani sono sempre più ricorrenti sul mercato internazionale, tanto da fare quasi ombra agli incrollabili francesi.

Se sarà vera gloria, solo il tempo potrà dirlo.
Intanto proviamo a conoscere da vicino gli artefici di questa piccola-grande rivoluzione e i territori da dove provengono.
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